(Mostra + archivio vivente)
Un progetto espositivo e partecipativo che raccoglie opere, testimonianze, materiali didattici e memorie legate al prof. Buglioni.
La mostra diventa un archivio vivo, in continua evoluzione, costruito dagli ex allievi.
Formato: mostra itinerante + piattaforma digitale
Focus: memoria, pedagogia, relazione
Esito: creazione di un archivio permanente accessibile al pubblico
Mostra e archivio vivente dell’eredità di Buglioni
Un progetto espositivo e digitale che raccoglie opere, materiali didattici, fotografie e testimonianze legate al prof. Pier Luigi Buglioni e ai suoi studenti. La mostra diventa un archivio vivo, dove gli ex allievi possono contribuire con racconti e materiali, e il pubblico può esplorare il percorso creativo e pedagogico del professore.
L’iniziativa valorizza la memoria come strumento di conoscenza e relazione, creando un ponte tra passato e presente.
Formato: mostra itinerante + piattaforma digitale interattiva
Obiettivo: conservare e condividere l’eredità didattica
Pubblico: ex allievi, studenti, appassionati d’arte, comunità locale
Introduzione:
“Anatomie della Memoria” è un progetto espositivo e digitale che raccoglie opere, fotografie, documenti e testimonianze legate al prof. Pier Luigi Buglioni e ai suoi studenti. L’iniziativa trasforma la memoria personale e collettiva in un archivio vivo, dove il pubblico e gli ex allievi possono esplorare e contribuire alla storia artistica e pedagogica dell'Accademina di Belle Arti di Macerata.
Contesto:
Dopo 40 anni, gli ex allievi si riuniscono per celebrare la figura di Buglioni e preservarne l’insegnamento, creando un ponte tra passato e presente. La mostra valorizza le relazioni e il dialogo tra generazioni.
Obiettivi:
Documentare e conservare opere, materiali e testimonianze.
Creare un archivio accessibile anche online.
Promuovere la memoria storica come risorsa educativa e culturale.
Modalità di realizzazione:
Esposizione fisica in spazi pubblici o museali.
Piattaforma digitale interattiva con contributi degli ex allievi.
Workshop e incontri dedicati alla narrazione dei materiali raccolti.
Pubblico:
Ex allievi, studenti, appassionati d’arte, comunità locale, istituzioni culturali.
Risultati attesi:
Creazione di un archivio vivo e consultabile.
Stimolo alla partecipazione e al dialogo intergenerazionale.
Valorizzazione del patrimonio artistico e pedagogico del professore.
L'idea
“Bu Bu Settete” come gesto / chiamata
“Anatomie della memoria” come spazio di senso
Bu Bu Settete
entra / esci
Anatomie della memoria
Il 1 marzo 2026, a quarant’anni dal percorso comune presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata, 30 ex allievi, divenuti poi 70, si sono ritrovati in occasione della scomparsa del loro docente di anatomia artistica, Pierluigi Buglioni.
Quell’incontro non è stato solo commemorativo, ma generativo: ha riattivato relazioni, memorie e un senso condiviso di appartenenza. Da questa energia nasce il desiderio di costruire un progetto pubblico, capace di restituire al territorio il valore umano, educativo e creativo di quell’esperienza.
Restituire memoria viva della figura del prof. Buglioni e del suo approccio didattico libero e non convenzionale
Rafforzare la comunità degli ex allievi, valorizzando percorsi di vita diversi
Attivare il territorio marchigiano attraverso eventi diffusi
Coinvolgere nuove generazioni, creando un ponte tra passato e presente
Promuovere la cultura artistica come esperienza relazionale, non solo disciplinare
“Bu Bu Settete” è una pratica: apparire, scomparire, riapparire.
È il gesto pedagogico di Buglioni, che non trasmetteva solo tecnica, ma attivava sguardi.
Il progetto si configura come un evento itinerante e partecipativo, in cui memoria, arte e relazione si intrecciano in una narrazione corale.
Tappe previste:
Esanatoglia
Macerata
Falconara Marittima
Ancona
Ogni tappa sarà adattata al contesto locale ma manterrà una struttura comune.
Ogni evento potrà includere:
• Installazione collettiva
Opere, appunti, disegni, fotografie, materiali d’archivio e nuove produzioni degli ex allievi.
• Archivio vivente
Uno spazio in cui i partecipanti raccontano episodi, lezioni, gesti del professore.
Registrazione audio/video per creare un fondo documentale.
• Performance e letture
Azioni brevi, anche spontanee, ispirate al tema del corpo, dell’anatomia, della relazione.
• Laboratorio aperto
Attività per studenti, cittadini e giovani artisti (disegno dal vero, esercizi percettivi, pratiche non accademiche).
• Momento conviviale
Per ricreare il senso di comunità che ha dato origine al progetto.
Comunità locali delle Marche
Studenti e docenti di scuole e accademie
Artisti e operatori culturali
Cittadini interessati
Attivazione culturale diffusa
Rafforzamento delle reti intergenerazionali
Valorizzazione della memoria educativa
Possibile creazione di un archivio permanente
Evento itinerante in 4 tappe
Archivio audio/video delle testimonianze
Documentazione fotografica
Possibile pubblicazione o piattaforma digitale
Promotori:
Gruppo ex allievi Accademia di Belle Arti di Macerata
Comitato Scientifico:
(..)
Possibile struttura operativa:
Coordinamento generale
Curatela artistica condivisa
Documentazione e archivio
Relazioni territoriali
Comunicazione
Per un primo impianto leggero ma dignitoso:
Logistica e allestimenti: €6.000
Viaggi e ospitalità: €4.000
Documentazione (video/foto): €3.000
Comunicazione: €2.000
Coordinamento: €3.000
Totale stimato: €18.000
(Riducibile tramite partnership locali, spazi concessi gratuitamente, volontariato attivo del gruppo.)
Creazione di un archivio permanente Buglioni
Pubblicazione editoriale
Attivazione di laboratori annuali
Estensione del format ad altri territori
Omaggio a Pierluigi Buglioni
Non è una mostra.
Non è una commemorazione.
Non è un ritorno nostalgico.
È un riemergere.
Dopo quarant’anni, settanta corpi si sono riconosciuti.
Non per ciò che sono diventati, ma per ciò che, insieme, hanno attraversato.
Il 1 marzo 2026 non è stato un anniversario:
è stato un dispositivo.
La morte di Pierluigi Buglioni ha aperto uno spazio d'amore.
Uno spazio che non chiede memoria, ma presenza.
Buglioni non insegnava anatomia.
Disarticolava certezze.
Spostava lo sguardo.
Faceva apparire il corpo dove non era previsto.
“Bu Bu Settete” è il gesto minimo dell’apparire e dello scomparire.
È pedagogia dell’intermittenza.
È relazione che si attiva nel vuoto.
Questo progetto non ricostruisce una storia.
La espone mentre accade.
Le opere non sono opere.
Sono tracce, frammenti, tentativi di trattenere qualcosa che, per natura, sfugge.
Le testimonianze non sono ricordi.
Sono atti presenti.
Ogni tappa – da Esanatoglia ad Ancona passando per Macerata e Falconara Marittima –
non ospita un evento, ma un accadimento.
Un gruppo che si riattiva.
Un territorio che viene attraversato.
Una memoria che smette di essere privata.
Qui non si celebra un maestro.
Si continua un gesto.
(una giornata tipo, replicabile e adattabile nelle diverse città)
“Apparizioni – pratiche di memoria attiva”
Durata: 30–45 min
Lo spazio non è subito leggibile.
Non c’è inaugurazione formale.
materiali sparsi (disegni, quaderni, oggetti)
audio ambientale con voci frammentarie
presenza informale degli ex allievi
👉 Il pubblico entra in una situazione già in atto.
Durata: 1–2 ore (continuo)
Uno spazio dedicato alla parola.
microfono aperto o conversazioni intime
racconti brevi, non preparati
registrazione audio/video
Possibile attivazione:
“Racconta la prima volta che non hai capito Buglioni”
“Un gesto che ti è rimasto nel corpo”
👉 Non memoria ordinata, ma memoria che si genera.
Durata: 60–90 min
Interventi brevi e mobili:
azioni sul corpo (pose, immobilità, relazione)
letture di appunti o testi
micro-performance diffuse nello spazio
👉 Nessun palco centrale: l’evento accade ovunque.
Durata: 1–2 ore
Coinvolgimento diretto del pubblico:
disegno dal vero (anche non accademico)
esercizi percettivi
pratiche guidate dagli ex allievi
Possibile consegna:
“Disegna senza guardare il foglio”
oppure
“Disegna ciò che manca”
👉 Trasmissione non frontale, ma esperienziale.
Durata: 45 min
Una convergenza, senza retorica.
lettura corale
elenco di nomi, episodi, luoghi
silenzio condiviso
👉 Un tempo sospeso, non celebrativo.
Durata: libera
Mangiare insieme, restare, parlare.
👉 Qui accade ciò che ha generato tutto.
Ogni tappa lascia una traccia per la successiva:
registrazioni
materiali prodotti
nuove presenze
👉 Il progetto cresce spostandosi.
non allestimento “pulito” ma stratificato
materiali reali, non musealizzati
presenza del tempo (consumo, usura, accumulo)
Non neutra, ma parte del progetto:
videomaker come osservatore attivo
raccolta di voci
possibile output editoriale finale